Licenziare secondo le regole
Termini, periodi di protezione, motivazione, disdetta abusiva: la procedura da seguire per un licenziamento solido.
Il principio e i termini
La disdetta è libera, ma soggetta a regole precise. Rispettate i termini di disdetta (uno, due o tre mesi secondo l'anzianità di servizio, per la fine di un mese: art. 335c CO; sette giorni durante il tempo di prova). Non siete tenuti a motivare la disdetta, ma dovete indicarne il motivo per scritto se il lavoratore lo chiede (art. 335 cpv. 2 CO).
I periodi di protezione
Dopo il tempo di prova, la disdetta data durante un periodo di protezione è nulla (art. 336c CO): incapacità dovuta a malattia o infortunio (30, 90 o 180 giorni secondo l'anzianità di servizio), gravidanza e le 16 settimane successive al parto, servizio obbligatorio. Se la disdetta è stata notificata prima, il termine è sospeso e riprende a decorrere dopo. Verificate questo punto prima di inviare la lettera.
Evitare la disdetta abusiva
Un licenziamento resta valido anche se abusivo, ma espone a un'indennità che può raggiungere sei mesi di salario (art. 336a CO). Sono in particolare abusive le disdette legate a una caratteristica personale, all'esercizio di un diritto o date per ritorsione. Per un motivo inerente al comportamento o alle prestazioni, un ammonimento scritto preventivo (documentato) rafforza la decisione.
La lettera e la partenza
Notificate per scritto, per raccomandata, assicurandovi che la lettera sia ricevuta prima dell'inizio del termine di disdetta. Regolate il saldo delle vacanze e del lavoro straordinario e consegnate il certificato di lavoro. Una disdetta immediata (art. 337 CO) è riservata alle cause gravi (una colpa grave che renda insostenibile la continuazione del rapporto di lavoro) e va usata con estrema prudenza.