Redigere le proprie direttive del paziente
Decidere in anticipo sulle proprie cure e designare un rappresentante, nel caso in cui non si fosse più in grado di esprimersi.
Che cosa permettono
Chiunque sia capace di discernimento può, mediante direttive del paziente, stabilire a quali provvedimenti medici acconsente o meno nel caso in cui divenisse incapace di esprimersi (art. 370 CC). Potete anche designare un rappresentante terapeutico, incaricato di decidere con i medici in vostro nome.
La forma, semplice
Non occorre alcun notaio: le direttive devono essere costituite in forma scritta, datate e firmate (art. 371 CC). Siate concreti sulle situazioni previste (rianimazione, mantenimento artificiale in vita, cure palliative): istruzioni chiare sono più facili da rispettare di formule generiche.
La loro portata
Il medico deve rispettare le vostre direttive, salvo che violino la legge o vi siano fondati dubbi che corrispondano ancora alla vostra volontà. Potete revocarle o modificarle in ogni tempo. Pensate a renderle accessibili: annotazione sulla tessera d'assicurato, informazione ai vostri familiari e al vostro medico curante.
Da distinguere dal mandato precauzionale
Le direttive del paziente riguardano l'ambito medico. Per l'assistenza personale, la gestione del patrimonio e la rappresentanza nelle relazioni giuridiche in caso di incapacità duratura, lo strumento è il mandato precauzionale. I due si completano. Il nostro modello di direttive struttura le vostre scelte di cura e la designazione del rappresentante.